dal “Il Resto del Carlino” del 22 Marzo 2014

di Alessandro Malpelo

BOLOGNA. Un nome difficile, ambliopia, si traduce bene così: l’occhio pigro dei bambini. Un interruttore nel cervello spegne un occhio indebolito da deficit visivi (miopia, astigmatismo, ipermetropia) lo mette a riposo e fa lavorare solo l’altro. Non va bene. Il rischio di sviluppare ambliopia è presente nei primi 7-8 anni di vita, colpisce due o tre bimbi ogni cento nuovi nati. Se il problema viene diagnosticato tardi sarà molto più difficile da correggere. Strumenti sofisticati permettono di scoprire precocemente il deficit visivo. Una iniziativa di volontariato senza scopo di lucro, “Progetto Amgo”, sta testando i bambini già nel primo anno di vita, la coordina Federico Bartolomei, dell’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza (www.cavazza.it). I risultati hanno convinto le istituzioni a promuovere la metodica a livello nazionale e il ministero ha concesso il patrocinio. La macchina In pratica, il bambino piccolo non è in grado di dire se riesce a vedere bene oppure no, ma una macchina svela l’occhio pigro e parla per lui. «La collaborazione tra oculisti, ortottisti e ottici spiega Antonio Ciardella, direttore dell’Oftalmologia nel Policlinico Sant’Orsola Malpighi di Bologna permette una efficace presa in carico del bambino a ogni livello, dalla prevenzione alla diagnosi, fino alla fornitura dell’occhiale ove necessario». Alcuni segni autorizzano a sospettare un occhio pigro: se il bimbo, chiuso un solo occhio con la mano, si mette a piangere, se le pupille dei due occhi non mostrano lo stesso colore nero, se i due occhi non appaiono perfettamente simmetrici, se in presenza di luce forte il bimbo tende a chiudere un occhio, a girare il capo, se lamenta bruciore agli occhi, mal di testa, lacrimazione, o si avvicina troppo agli oggetti di fronte. Prevenzione Per sensibilizzare i genitori alla prevenzione e alla cura delle malattie oculari dei piccoli si è mobilitata anche la Società italiana di pediatria preventiva e sociale (Sipps). «Osservate se il bambino strizza le palpebre raccomanda Giuseppe Di Mauro, pediatra e presidente Sipps iniziate con un’adeguata prevenzione fin dalla prima infanzia, sottoponete vostro figlio a una visita oculistica prima che inizi a frequentare le scuole primarie». L’ambliopia può manifestarsi con una visione ridotta (almeno tre decimi meno dell’altro occhio). La diagnosi avviene alla visita oculistica ortottica a tre anni, per verificare sul nascere, anche con strumenti specifici (sinottoforo) la presenza e la causa di una eventuale ambliopia. Cure La correzione del difetto visivo di base si avvale di occhiali e riattivazione visiva attraverso la tamponatura dell’occhio sano. In alcuni casi si ricorre a stimolazioni con apparecchi che inviano impulsi specifici. Utili anche gli esercizi ortottici, che aiutano la convergenza e la motilità oculare. Dopo i sei anni il difetto è consolidato, occorre agire prima.

 

 

L’occhio pigro dei piccoli va rimesso in movimento

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